Lasciando perdere i discorsi teorici e i voli pindarici, ecco cosa vogliamo.
Personalità.
Estremismi, specie nelle storie.
Quando siete convinti che la storia che avete scritto è buona e regge degnamente, allora è il momento di porvi dei dubbi.
Esagerate.
Se fate umoristico, fateci sbellicare, non sorridere.
Se amate il trhiller, non dovete spaventarci, ma infartarci.
Supereroi?
Non esaltateci, ma fateci volare davvero...
Caratterizzazioni forti, disegni pop, il più possibile, almeno...
Il personaggio spara con la pistola? ecco, fate in modo che il proiettile arrivi al lettore, e che si senta il botto...
prossimamente... parte terza
lunedì 20 settembre 2010
sabato 18 settembre 2010
Blammers & co.
Come avete ben visto nella Home page, abbiamo inserito già da una settimana una nuova pagina.
il titolo è "BLAMMERS & CO."
a cosa serve?
a divertirci e a fare nuove conoscenze.
a crescere...
è una pagina dedicata a chiunque volesse mostrare i propri disegni, tavole, illustrazioni, e mettersi in gioco ascoltando i commenti di tutti coloro di passaggio nel Blam!-the Blog.
abbiamo già i primi 4 lavori in mostra.
ne aspettiamo tante centinaia in più.
le regole sono semplici...:
spedite una tavola (una pin up, o quello che più vi va) alla seguente mail:
blammers.gallery@gmail.com
corredate anche con una breve biografia, noi la metteremo in linea il più velocemente possibile.
su Facebook abbiamo creato una gallery gemella, linkata al blog, in maniera tale da poter dare più visibilità a tutti gli autori presenti.
fatevi sotto...
il titolo è "BLAMMERS & CO."
a cosa serve?
a divertirci e a fare nuove conoscenze.
a crescere...
è una pagina dedicata a chiunque volesse mostrare i propri disegni, tavole, illustrazioni, e mettersi in gioco ascoltando i commenti di tutti coloro di passaggio nel Blam!-the Blog.
abbiamo già i primi 4 lavori in mostra.
ne aspettiamo tante centinaia in più.
le regole sono semplici...:
spedite una tavola (una pin up, o quello che più vi va) alla seguente mail:
blammers.gallery@gmail.com
corredate anche con una breve biografia, noi la metteremo in linea il più velocemente possibile.
su Facebook abbiamo creato una gallery gemella, linkata al blog, in maniera tale da poter dare più visibilità a tutti gli autori presenti.
fatevi sotto...
lunedì 13 settembre 2010
SINTONIZZARSI...CHE FATICA! part.1

questo post meriterebbe un sottotitolo:
"Blam!-pensiero".
Entrare in sintonia con quanto richiesto da una casa editrice è spesso molto difficile, specie se la casa editrice in questione è nuova, sconosciuta ed in giro non esistono prodotti a cui riferirsi.
Capita anche che degli autori mandino disegni, progetti, che normalmente sarebbero anche pubblicabilissimi, professionali, anche ben strutturati, ma arrivino nel posto sbagliato, al momento sbagliato.
E' tempo di crisi, ma anche di rinnovamento.
Tempo di fermenti, di idee, di tensioni sociali, contrasti tra religioni, valori tradizionali e moderni.
Bisogna esserci.
Oppure no.
Una via di mezzo non esiste.
Non è accettabile.
I cambiamenti si fanno prendendo una posizione, innanzitutto, e poi scegliendo l'azione misurata all'obiettivo prefissato.
Sembra assurdo parlare di fumetto in tali termini, eppure si deve fare.
Il fumetto non è un mondo a se' stante.
Un tempo non la pensavo così, ma mi son dovuto ricredere.
Come mi disse una volta, giustamente Massimo Perissinotto, "il mondo del fumetto non esiste, semmai esiste il mondo"....
Mai parole furono più vere. Un grande insegnamento, soprattutto di modestia, e di totale annullamento dell'autoreferenza che ogni media ha verso se stesso, il fumetto forse, molto più di altri.
Il mio discorso dove porta?
Lontano.
Porta ad un'idea, chiara, distinta e forte, il presupposto base che una storia made in Blam! Editions debba essere svestito da ogni connotazione di autocompiacimento.
Siamo bravi a disegnare? tutti lo sono, ma non hanno voluto farlo.
Siamo bravi a scrivere, e quello che scriviamo pochi eletti lo capiscono?
Sbagliato, tutti hanno qualcosa da dire, ma non tutti lo sanno dire, o hanno il tempo di dirlo.
dire include sapere, spiegare a se stessi innanzitutto per poi far comprendere agli altri.
o al limite far "riconoscere" e istigare al ragionamento dando dei presupposti.
Blam!- pensiero: far pensare.
Blam!-intenti: far vedere, notare, scandalizzare, vomitare, piangere, esaltare, emozionare.
fine prima parte.
"Blam!-pensiero".
Entrare in sintonia con quanto richiesto da una casa editrice è spesso molto difficile, specie se la casa editrice in questione è nuova, sconosciuta ed in giro non esistono prodotti a cui riferirsi.
Capita anche che degli autori mandino disegni, progetti, che normalmente sarebbero anche pubblicabilissimi, professionali, anche ben strutturati, ma arrivino nel posto sbagliato, al momento sbagliato.
E' tempo di crisi, ma anche di rinnovamento.
Tempo di fermenti, di idee, di tensioni sociali, contrasti tra religioni, valori tradizionali e moderni.
Bisogna esserci.
Oppure no.
Una via di mezzo non esiste.
Non è accettabile.
I cambiamenti si fanno prendendo una posizione, innanzitutto, e poi scegliendo l'azione misurata all'obiettivo prefissato.
Sembra assurdo parlare di fumetto in tali termini, eppure si deve fare.
Il fumetto non è un mondo a se' stante.
Un tempo non la pensavo così, ma mi son dovuto ricredere.
Come mi disse una volta, giustamente Massimo Perissinotto, "il mondo del fumetto non esiste, semmai esiste il mondo"....
Mai parole furono più vere. Un grande insegnamento, soprattutto di modestia, e di totale annullamento dell'autoreferenza che ogni media ha verso se stesso, il fumetto forse, molto più di altri.
Il mio discorso dove porta?
Lontano.
Porta ad un'idea, chiara, distinta e forte, il presupposto base che una storia made in Blam! Editions debba essere svestito da ogni connotazione di autocompiacimento.
Siamo bravi a disegnare? tutti lo sono, ma non hanno voluto farlo.
Siamo bravi a scrivere, e quello che scriviamo pochi eletti lo capiscono?
Sbagliato, tutti hanno qualcosa da dire, ma non tutti lo sanno dire, o hanno il tempo di dirlo.
dire include sapere, spiegare a se stessi innanzitutto per poi far comprendere agli altri.
o al limite far "riconoscere" e istigare al ragionamento dando dei presupposti.
Blam!- pensiero: far pensare.
Blam!-intenti: far vedere, notare, scandalizzare, vomitare, piangere, esaltare, emozionare.
fine prima parte.
venerdì 10 settembre 2010
pagamenti autori e diatribe varie
Silenzioso come un gatto ho sbirciato nei meandri della rete.
Così ho saputo della "tavola rotonda" di Lucca organizzata da Claudio Stassi sull'argomento dei pagamenti agli autori.
Ho letto anche su alcuni forum discussioni più o meno interessanti in tal senso, ma anche, soprattutto, litigi da osteria.
Per quanto io sia nettamente contrario al gridare "vendicatori uniti", in un grottesco "al lupo al lupo" da parte di persone che poco o nulla hanno dato per contribuire alla crescita reale del fumetto in italia, mi presterò solo per stavolta nel trattare tale tematica, ma solo perchè alcuni autori, con i quali ho avuto modo di interagire di recente, hanno chiesto il punto di vista di una piccola, nuova, casa editrice come la nostra.
Come amante del fumetto e della narrazione, mi reputo solo una persona corretta che vuol dedicarsi con sincerità ed efficacia al lavoro di "EDITORE-AUTORE".
Posso soltanto dire in questa sede una sola cosa, che serva da risposta a chiunque in futuro voglia pormi domande sull'argomento:
-quando saremo pronti ed operativi al 100%, pagheremo il giusto a tutti gli autori.
fino ad allora, progetteremo, lavoreremo, faremo editing, pubbliche relazioni, ma non prenderemo in mano nessuna tavola-
...e aggiungo che non parteciperemo a nessuna discussione, nè online nè in altra sede, perchè noi amiamo il fumetto e chi lo produce con tanta passione, ma non amiamo coloro che amano solo se stessi e il volume della propria voce.
Non amiamo parlare, lavorare, interagire in alcuna maniera con loro.
Il nostro lavoro (ed intenzione) è fare storie a fumetti, creare fenomeni narrativi, e seppur facendolo anche con lo scopo di guadagnare (tutti si deve mangiare, è oltremodo ipocrita dire il contrario) ciò non vuol dire che speculeremo sul lavoro dei nostri collaboratori.
La qualità richiesta è la stessa che cerchiamo di dare noi stessi quando ci sediamo davanti al tavolo da disegno, al computer, o allo stand di una fiera: alta.
Siamo noi stessi infatti i primi a metterci in discussione, essendo autori-artisti-manovali del fumetto.
Come già esposto su Glamazonia, per cambiare il sistema dell'editoria a fumetti italiana c'è bisogno di un radicale cambio di approccio, che però non deve riguardare solo alcuni aspetti, ma tutto l'insieme della catena di montaggio.
E' un problema di "flaccida" gestione dell'attività editoriale, che se negli anni passati (fino a 15 anni fa) ha portato i suoi frutti quasi per inerzia, adesso va assolutamente rivista.
non basta produrre volumi di pregevole fattura, a volte costosi, subire poi le richieste e le modalità di lavoro dei distributori, e poi leggere i resoconti del venduto.
Si deve fare di più.
Cambiare mentalità e usare a 360° le possibilità che la creazione di una storia offre.
Piegare il sistema affinchè subisca l'effetto dirompente che un'idea ben realizzata possiede in partenza, e non stare a guardare mentre succede l'esatto contrario.
Molto spesso il "modello" di riferimento è la Francia, sicuramente più avanti a noi di anni luce, soprattutto nel trattamento degli autori.
Secondo me invece il modello da utilizzare come ispirazione è il giappone.
il fumetto online non è la soluzione.
internet casomai deve servire come UNO dei tanti mezzi per sfruttare tutte le potenzialità del fumetto, e non essere il punto di arrivo, il binario morto a cui giungere dopo un lungo bellissimo viaggio di più di 100 anni.
In più, bisogna far arrivare il fumetto a tutti, anche a chi normalmente non sa nemmeno di che colore è la camicia di Dylan Dog.
Questo è il vero successo.
Prezzi bassi, quando occorre, ma senza rinunciare ad una certa qualità.
Riconquistare anche le edicole, sfruttando le debolezze della catena di distribuzione ( e sono davvero tante), e giocando d'astuzia.
Concludo qui il mio primo ed unico intervento, più che altro per non svelare oltre i nostri piani.
Meglio che nessuno sappia, così da fare una bella sorpresa al momento giusto.
Claudio Iemmola
Così ho saputo della "tavola rotonda" di Lucca organizzata da Claudio Stassi sull'argomento dei pagamenti agli autori.
Ho letto anche su alcuni forum discussioni più o meno interessanti in tal senso, ma anche, soprattutto, litigi da osteria.
Per quanto io sia nettamente contrario al gridare "vendicatori uniti", in un grottesco "al lupo al lupo" da parte di persone che poco o nulla hanno dato per contribuire alla crescita reale del fumetto in italia, mi presterò solo per stavolta nel trattare tale tematica, ma solo perchè alcuni autori, con i quali ho avuto modo di interagire di recente, hanno chiesto il punto di vista di una piccola, nuova, casa editrice come la nostra.
Come amante del fumetto e della narrazione, mi reputo solo una persona corretta che vuol dedicarsi con sincerità ed efficacia al lavoro di "EDITORE-AUTORE".
Posso soltanto dire in questa sede una sola cosa, che serva da risposta a chiunque in futuro voglia pormi domande sull'argomento:
-quando saremo pronti ed operativi al 100%, pagheremo il giusto a tutti gli autori.
fino ad allora, progetteremo, lavoreremo, faremo editing, pubbliche relazioni, ma non prenderemo in mano nessuna tavola-
...e aggiungo che non parteciperemo a nessuna discussione, nè online nè in altra sede, perchè noi amiamo il fumetto e chi lo produce con tanta passione, ma non amiamo coloro che amano solo se stessi e il volume della propria voce.
Non amiamo parlare, lavorare, interagire in alcuna maniera con loro.
Il nostro lavoro (ed intenzione) è fare storie a fumetti, creare fenomeni narrativi, e seppur facendolo anche con lo scopo di guadagnare (tutti si deve mangiare, è oltremodo ipocrita dire il contrario) ciò non vuol dire che speculeremo sul lavoro dei nostri collaboratori.
La qualità richiesta è la stessa che cerchiamo di dare noi stessi quando ci sediamo davanti al tavolo da disegno, al computer, o allo stand di una fiera: alta.
Siamo noi stessi infatti i primi a metterci in discussione, essendo autori-artisti-manovali del fumetto.
Come già esposto su Glamazonia, per cambiare il sistema dell'editoria a fumetti italiana c'è bisogno di un radicale cambio di approccio, che però non deve riguardare solo alcuni aspetti, ma tutto l'insieme della catena di montaggio.
E' un problema di "flaccida" gestione dell'attività editoriale, che se negli anni passati (fino a 15 anni fa) ha portato i suoi frutti quasi per inerzia, adesso va assolutamente rivista.
non basta produrre volumi di pregevole fattura, a volte costosi, subire poi le richieste e le modalità di lavoro dei distributori, e poi leggere i resoconti del venduto.
Si deve fare di più.
Cambiare mentalità e usare a 360° le possibilità che la creazione di una storia offre.
Piegare il sistema affinchè subisca l'effetto dirompente che un'idea ben realizzata possiede in partenza, e non stare a guardare mentre succede l'esatto contrario.
Molto spesso il "modello" di riferimento è la Francia, sicuramente più avanti a noi di anni luce, soprattutto nel trattamento degli autori.
Secondo me invece il modello da utilizzare come ispirazione è il giappone.
il fumetto online non è la soluzione.
internet casomai deve servire come UNO dei tanti mezzi per sfruttare tutte le potenzialità del fumetto, e non essere il punto di arrivo, il binario morto a cui giungere dopo un lungo bellissimo viaggio di più di 100 anni.
In più, bisogna far arrivare il fumetto a tutti, anche a chi normalmente non sa nemmeno di che colore è la camicia di Dylan Dog.
Questo è il vero successo.
Prezzi bassi, quando occorre, ma senza rinunciare ad una certa qualità.
Riconquistare anche le edicole, sfruttando le debolezze della catena di distribuzione ( e sono davvero tante), e giocando d'astuzia.
Concludo qui il mio primo ed unico intervento, più che altro per non svelare oltre i nostri piani.
Meglio che nessuno sappia, così da fare una bella sorpresa al momento giusto.
Claudio Iemmola
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